Recensione "È stato il vento" di Saman Adhami

 

Titolo: È stato il vento
Autore: Saman Adhami
Editore: Self Publishing
Genere: Romanzo interculturale e interrazziale

Trama: Entra nella mente di una donna iraniana, guarda attraverso gli occhi di una viaggiatrice italiana.
In una terra lacerata tra tradizione e rivolta, due amiche sono unite nella lotta condivisa per la propria liberazione e quella dell’intero genere femminile.
‘È Stato Il Vento’ penetra nel cuore delle proteste iraniane iniziate nel settembre 2022, echeggianti il potente grido di ‘Donna-Vita-Libertà’.
Un reportage di viaggio in Iran, l’incontro di due amiche che presto diventerà un’avventura emozionante ma pericolosa.
C’è ancora spazio per l’amore nel caos: le protagoniste scopriranno che tale amore è estremamente delicato nonostante risuoni profondamente dentro ciascuna.
Ambientato su uno sfondo di eventi reali, questo romanzo avvincente esplora il viaggio tumultuoso di queste due donne mentre navigano in una società che soffre per cambiare. Le loro storie intrecciate riflettono non solo il costo personale della ribellione, ma anche la resilienza dello spirito umano di fronte all’avversità.
Questo libro è una rappresentazione commovente dell’amicizia interculturale, della resistenza e della determinazione incrollabile nella ricerca della libertà contro i regimi che richiedono silente obbedienza.

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RECENSIONE DI BARBY

Apriamo il mese di Aprile con il romanzo di Saman Adhami ” È stato il vento”. In questo romanzo si incontrano, e si scontrano due ragazze Setareh e Alice e due culture profondamente diverse. Setareh è Iraniana, Alice Italiana. Alice intraprende questo viaggio per conoscere personalmente Setareh conosciuta per lavoro, e visitare la sua terra.
Setareh tiene molto alla sua città Teheran, e non vede l’ ora di far conoscere la città, la sua cultura e il suo mondo alla sua amica, ma dietro l’ entusiasmo per le sue usanze e dietro al suo velo, si cela qualcosa di più profondo che entrambe scopriranno non nel migliore dei modi!
Il romanzo ci porta nella difficile e complicata realtà che le donne affrontato in Iran, si addentra nella più profonda e radicata cultura che divide un intero paese. La libertà è la legge che invece di andare di pari passo, opprime e comanda in modo del tutto irrazionale. Irrazionale e proprio ciò che questa realtà rappresenta per Alice, donna libera in un paese che apparentemente lo è, tollerante ma non del tutto, un grigio che più nero non potrebbe essere.
Saman ci presenta sprazzi di questa cultura meravigliosa in una terra misteriosa e Setareh è lì che vuole guardare, voltando lo sguardo al panorama più bello.
Ma dall’altro lato della foto, quella che non vediamo, quella lontana, quella che Setareh non ha inquadrato si cela la Teheran del 2022 delle rivolte quella che si volta al grido Zan Zendegi Azadi. E allora che Setareh si sveglia dal suo torpore, accetta ciò che ha sempre saputo, e con la morte nel cuore avanza il suo grido di dolore e Alice la accompagna.
Un romanzo dai toni forti, dai colori intensi, dalle ricche emozioni contrastanti, dolore, rabbia, amore! Dove l’ amicizia, oltre coraggio e la resilienza vincono.
Potrei continuare all’ infinito con frasi su frasi, e parole su parole a spiegare qualcosa che non comprendo e non conosco, lascio a voi e alla lettura di questo romanzo avvolgente nella prima parte, intenso nella seconda ed emozionante da spaccare il cuore nel suo finale.

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